Poeti, scrittori, romantici sognatori, pubblicitari, produttori di baci perugina e fanatici di San Valentino hanno fatto dell'amore una fonte di ispirazione e di guadagno, e del cuore simbolo per antonomasia dell'amore.
E' con il cuore che la gente soffre, ama, gioisce, si spaventa, si preoccupa, si prende di ansia. E' con innumerevoli peluches a forma di cuore che i ragazzi tempestano le tanto amate fanciulle e con cuoricini scarabocchiati qua e là che le ragazze esprimono tutto il loro amore.
Ma l'amore, cos'è?
Non voglio passare per la solita cinica distruttrice di sogni e di speranze, voglio piuttosto aprire le porte ad una concezione delle emozioni più veritiera e, a mio parere, più stupefacente.
La sede del sentimento è attribuita al cuore perchè la percezione che noi abbiamo delle nostre emozioni, spesso arriva da lì. Quando abbiamo paura, quando siamo ansiosi o emozionati, quando amiamo qualcuno il battito del nostro cuore accelera. Da qui ad attribuire al cuore il duro compito di generare le emozioni, però, ce ne vuole!
La frequenza cardiaca, ovvero il numero di battiti per unità di tempo, è controllata dal sistema nervoso autonomo: quello simpatico/ortosimpatico (che l'aumenta) e quello parasimpatico (che la dimiuisce). In momenti di forte ansia o paura entra in gioco l'adrenalina, ormone secreto dalle ghiandole surrenali e neurotrasmettitore tipico del sistema nervoso simpatico. E', infatti, l'adrenalina a causare un aumento della frequenza cardiaca e la produzione di quest'ultima dipende dal cervello.
Un altro importante gestore delle emozioni è l'amigdala (con cui ho un conto in sospeso, perchè mi fece sbagliare una risposta ad un test di educazione fisica del liceo); essa è la parte del cervello che gestisce le emozioni, soprattutto la paura e l'ansia, ed è colei che invia impulsi all'ipotalamo per l'attivazione del sistema nervoso simpatico. Secondo uno studio pubblicato in The Journal of Neuroscience il volume dell'amigdala può variare da individuo a individuo e determina la risposta emotiva a determinate situazioni.
L'amore, quindi, insieme a tutte le altre emozioni, è dovuto ad una serie di impulsi che il nostro cervello genera. Il cuore invece è in un certo senso soggiogato da questi impulsi (e quindi, se vogliamo, dall'amore).
Concedo ai poeti e ai musicisti la licenza di utilizzare il cuore in senso metaforico, d'altra parte cuore-amore è un evergreen, una rima che non passa mai di moda e che permette (misteriosamente) il successo di canzoni strappalacrime; "cervello" è obiettivamente molto più difficile da piazzare in una poesia o in una canzone, anche se fa rima con gioiello, e questo non lo sottovaluterei.
Concedo ai fanatici del San Valentino, ai produttori di baci perugina, ai venditori di peluches e alle ragazzine innamorate l'utilizzo di cuori come simbolo, visto che anche a volerlo stilizzare un po' -il cervello- non credo che si riesca a tirar fuori qualcosa che non somigli al feto de la Cosa dei Fantastici 4 o ad un intestino tenue aggrovigliato.
Ciò che non concedo, invece, è la presunzione nel sostenere che le emozioni sono realmente frutto del cuore.
Amatevi, dunque, ma con la testa!
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